Olio di palma: meglio se è molto poco

Una recente meta-analisi di studi prospettici non aveva trovato associazioni significative tra assunzione di grassi saturi e malattia coronarica. Ci sono state numerose prese di posizione anche di industrie dolciarie che fanno uso di olio di palma contenente l’omonimo acido grasso saturo (palmitico) a sostegno della salubrità dei loro prodotti.

Ora però una pubblicazione sul British Medical Journal, fa ritornare l’attenzione alle raccomandazioni storiche che da decenni ripetono di contenere il consumo di grassi saturi entro il 10% dell’energia totale giornaliera. Questo studio conferma che piuttosto che saturo, il grasso sarebbe meglio fosse non saturo come in prevalenza troviamo nell’olio d’oliva, nei semi e poi in noci, nocciole, mandorle.
Come fonte di energia converrebbe fosse sostituito da cereali integrali e legumi.

Le famose creme spalmabili al cacao e nocciole di cui molti sono ghiotti e che utilizzano olio di palma, anche fosse quest’olio della miglior qualità, conviene siano assunte con moderazione perchè lo studio rileva l’acido grasso palmitico come il più efficace tra quelli studiati nell’aumentare il rischio di malattia coronarica.

BMJ 2016; 355 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i5796 (Published 23 November 2016)

 

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