100 anni fa…

Wiliam James(1920) forse non conosceva la “meditazione di consapevolezza” quando comprese che:

“La facoltà di riportare volontariamente indietro l’attenzione che vaga, ancora e ancora, è la radice stessa del giudizio, del carattere e della volontà.[…] Nessuno è padrone di se stesso se non ce l’ha. Un insegnamento che contribuisca a migliorare questa facoltà sarebbe l’educazione per eccellenza. Ma è più facile definire questo ideale che dare indicazioni pratiche per realizzarlo.”

Ora Wiliam James saprebbe “dare indicazioni pratiche”

 

 

Voglio stare bene

  • che significato ha per me questa affermazione ?
  • com’è quando mi accorgo di star bene?
  • in che modo l’organismo mi informa ?
  • forse riesco a sentire com’era poco prima ?  e dopo  ?
  • COME STO ORA ?

 

Buoni propositi:

il presente per cui mi impegno, è libero da ricordi persistenti e dall’attesa del futuro   (forse è del Dalai Lama)

 

Al mattino

Appena mi sveglio al mattino voglio ricordare che c’è una inevitabile conseguenza nel compiere anche la più piccola, insignificante azione. L’abitudine alla benevolenza e alla gentilezza è il frutto di saggia disciplina e credo siano presupposto necessario alla nostra evoluzione.

 

Rilassiamo lo sforzo che sostiene l’avversione

Una qualità molto importante che possiamo apprendere con la pratica della meditazione di consapevolezza è di rilassare lo sforzo con cui sosteniamo il rifiuto di ciò che non ci piaccia. Potremmo capire che quanto accade, il più delle volte, non è frutto di una nostra decisione. Crediamo di esserne gli artefici e che accada per noi o contro di noi. Di solito non è così: accadrebbe lo stesso per un’infinità di ragioni.

 

 

 

 

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