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Mindfulness Pratica Meditativa

Stare nella realtà con la meditazione di consapevolezza

LO SCOPO DELLA MEDITAZIONE DI CONSAPEVOLEZZA, NON E’ RILASSARSI, CERCARE ESTASI O EVITARE DIFFICOLTÀ E PROBLEMI;

è invece un modo accessibile a tutti per riuscire progressivamente ad entrare nel vivo della realtà di ogni istante di vita;

è un modo efficace per accogliere ogni aspetto della vita agendo con saggezza sul presente;

è un modo responsabile di creare i presupposti e le condizioni migliori  perchè si realizzi il miglior futuro possibile.

Mantenere la consapevolezza è un compito cognitivo molto impegnativo. La costanza, la pazienza, la fiducia nel processo e la giusta determinazione, lo rendono possibile.

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Mindfulness Pratica Meditativa

La meditazione non è la soluzione dei nostri problemi

Parafrasando Jon Kabat-Zinn

“Dovunque tu vada ci sei già” Ed. Corbaccio Milano 1997

 

La meditazione non rende di per sé immuni dalla «ricerca all’esterno di risposte e soluzioni ai problemi personali.»
Possiamo incontrare persone che ci chiedano se abbiamo provato la tal nuova tecnica, un certo maestro o una particolare tradizione spirituale…
Persone che passano costantemente da una tecnica all’altra, da un maestro all’altro, da una tradizione all’altra, alla ricerca di qualcosa di speciale che ogni volta dovrebbe aprirgli la porta all’autocompassione e alla liberazione. Ma questo può trasformarsi in una grave delusione, in una ricerca senza fine di una via di fuga da ciò che è più vicino e forse più doloroso.
Per paura e per il desiderio che qualcuno veramente speciale le aiuti a vedere chiaramente, vengono a crearsi rapporti di dipendenza con maestri che, per quanto utili possano essere, rischiano di allontanare dal personale lavoro interiore che va fatto individualmente nel contesto della propria vita reale, momento per momento.
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Dalla scienza Mindfulness Pratica Meditativa

“Chiudere i conti” prima…

Chiudere i conti” è il titolo di un capitolo del libro “Chi muore? quando si muore” di Stephen Levine pubblicato da “Sensibili alle foglie“.

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In questo libro non si parla di cibo e il capitolo che propongo è di dieci paginette.

Credo siano utili per comprendere l’inefficacia di qualsiasi azione fatta per cambiare cattive abitudini, quando ci manchi la consapevolezza che ogni cosa in cui crediamo e che consideriamo importante, ogni fenomeno della vita, sono in continuo cambiamento verso la loro inevitabile estinzione-trasformazione; senza preavviso.

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E a chi mi abbia chiesto cosa io pensi della “dieta mima digiuno” per ripristinare l’equilibrio dell’organismo, rispondo che va bene (come altre) se la sua applicazione porti a liberarsene ad equilibrio raggiunto… suggerisco la consueta raccomandazione di allenarsi con la pratica meditativa di consapevolezza per non vanificare gli sforzi del “temporaneo” positivo risultato. 😉

 

Per rispetto dell’autore e del copyright, il link per leggere il testo, è accessibile solo con una “parola chiave” che possono chiedermi gli interessati e che invierò loro con una mail.   CHIUDERE I CONTI

Richiedere la “parola chiave” a r.delfavero@virgilio.it

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Mindfulness Pratica Meditativa

Cinque Rimembranze

      • E’ nella mia natura invecchiare. Non c’è modo di sfuggire alla vecchiaia.
      • E’ nella mia natura ammalarmi. Non c’è modo di sfuggire alla malattia.
      • E’ nella mia natura morire. Non c’è modo di sfuggire alla morte.
      • Tutto ciò che mi è caro e tutti coloro che amo per natura sono soggetti al cambiamento. Non c’è modo di sfuggire alla separazione da loro.
      • Eredito le conseguenze delle azioni che compio con il corpo, la parola e la mente. I miei atti sono la mia continuazione.
Tratto da: “Il canto del cuore, pratiche cerimonie discorsi”, pag.53 Ass. Essere Pace, 2008. Thich Nhat Hanh
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Dalla scienza Mindfulness Pratica Meditativa

Protetto: Chiudere i conti

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Eventi Mindfulness Pratica Meditativa

Alan B. Wallace – Sogno lucido e Yoga del Sogno

Alan B. Wallace 25 aprile 2019 all’Istituto Lama Tzong Khapa Pomaia (PI)

Il fisico Thomas Hertog dice:

“La teoria quantistica indica che noi potremmo non essere mere scorie chimiche.
La vita e il cosmo sono, nella teoria quantistica, una sintesi e le nostre
osservazioni di oggi danno di fatto realtà ai suoi giorni precedenti.”

 

Dico io:

capisco poco di quantistica e neanche mi impegno a farlo, però questa frase sento che ha senso anche per me.

Per approfondire o ascoltare la conferenza: “Sogno lucido e Yoga del Sogno


Tratto da: conferenza di B. Alan Wallace sul tema “Sogno lucido e Yoga del Sogno” del 25 aprile 2019 all’ILTK di Pomaia

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Mindfulness Pratica Meditativa

Con altre parole la meditazione di consapevolezza sul respiro…

Tratto da:
Ledi Sayādaw Mahāthera, Aggamahāpaṇḍita, D. Litt. Ānāpāna Dīpani
Manuale della consapevolezza del respiro Buddhist Publication Society Kandy • Sri Lanka The Wheel Publication N. 431/432
  1. Nella prima fase cercare di mantenere l’attenzione saldamente fissata sull’espirazione e sull’inspirazione.

  2. Nella seconda fase, il tentativo è quello di percepire come lunghe e corte le espirazioni e le inspirazioni, rispettivamente lunghe e corte.

  3. Nella terza fase, il tentativo è quello di sperimentare l’intera espirazione e inspirazione nelle rispettive porzioni iniziale, media e finale.

  4. Nella quarta fase, il tentativo è quello di calmare e placare l’espirazione e l’inspirazione fino a quando entrambe diventano estremamente leggere.

Dico io: sempre senza spingere troppo 😉 

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Mindfulness Nutrizione e salute Pratica Meditativa

Mangiare con o senza presenza mentale…

Per coltivare una saggia e salutare moderazione col cibo potremmo approfittare proprio di quando mangiamo.

E’ questa una delle occasioni in cui abbiamo tutti i nostri sensi aperti.
Allenando la capacità di essere intenzionalmente presenti a quello che accade BOCCONE DOPO BOCCONE, momento dopo momento potremmo consolidare progressivamente l’abitudine ad essere CONSAPEVOLI.


So che sto mangiando mentre mangio, sento il contatto fisico dei miei sensi col cibo che porto alla bocca: annuso, assaporo, vedo e tocco, ascolto la croccantezza sento la morbidezza…

Non possiamo essere un momento un po’ consapevoli e un altro tanto consapevoli; o lo siamo o non lo siamo e la cosa importante è per quanto tempo riusciamo ad esserlo…

Quindi “sentirepiù a lungo possibile il nostro corpo, accorgerci di come agisce il nostro organismo in conseguenza di stimoli, osservando e accogliendo ciò che gli accade, così come lo sperimentiamo nel continuo mutare delle sensazioni, potrebbe aiutare a rimanere sempre più a lungo in uno stato sano di presenza mentale, efficace, produttivo, liberatorio ¹ e trasformante.

Scusa se è poco😉
Sappiamo invece che è tanto e che chiede tanto impegno per essere realizzato. Buon lavoro


1) Libera dalla sofferenza evitabile quella che, per esempio, viene indotta dal rifiutare qualcosa di inevitabile
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Mindfulness

Sono solo pensieri

«Fin dall’inizio giova ricordare a noi stessi, sempre, che la meditazione riguarda l’apertura e il rilassamento di fronte a tutto quel che ci si presenta, senza cercare e scegliere. Meditare non significa assolutamente reprimere alcunché, e neppure incoraggia ad afferrare qualcosa. Allen Ginsberg usa l’espressione surprise mind. Uno si siede e — wham! — gli si presenta davanti una brutta sorpresa. Okay. E così sia. Non bisogna respingere questa parte, ma riconoscerla con compassione come “pensiero” e lasciarla andare. Poi — wow! — ecco una sorpresa deliziosa. Okay. E così sia.

[…] Da persone che meditano, quindi, potremmo anche smetterla di lottare contro i nostri pensieri e renderci conto che […] l’onestà e il senso dello humour sono più illuminanti e utili di quanto non possa essere una solenne battaglia religiosa pro o contro qualsiasi cosa.»

Da: “Se il mondo ti crolla addosso. Consigli dal cuore per i tempi difficili” di Pema Chödrön, Feltrinelli, 2017


Fonte: https://zeninthecity.org

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Mindfulness

Abilità di lasciar andare, capacità di scoprire

«La realtà viene trasformata dall’osservazione:
noi osserviamo infatti dalla base dei concetti accumulati.

La fisica moderna se n’è accorta. Alcuni scienziati hanno abbandonato prontamente
concetti che erano stati a lungo alla base della scienza, formulazioni come
causa ed effetto; presente, passato e futuro.

Abbandonare i concetti non è facile.
C’è l’idea che esplorare la realtà senza essere armati di idee sia come andare in battaglia a mani nude.

Le armi dello scienziato sono costituite dalle conoscenze acquisite e da un certo schema mentale, estremamente difficili da lasciar andare.

Credo che i ricercatori dotati di maggiore disponibilità ad abbandonare l’”armamento” siano quelli con maggiori capacità di fare nuove scoperte.

Ai ricercatori spirituali viene costantemente ricordato di lasciar andare tutti i concetti per poter esperire direttamente la realtà; concetti come io e altri, nascita e morte, permanenza e impermanenza, esistenza e non esistenza.

La realtà è in-concepibile, quindi lo strumento per farne diretta esperienza è la mente svuotata di concetti.»

Da: Thich Nhat Hanh, “Il sole, il mio cuore“, Astrolabio Ubaldini, 1990.

 


Fonte: https://zeninthecity.org/letture/letture-thich-nhat-hanh/scienza-lasciare-andare-concetti/

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