Meditare è di moda, finalmente.

Da millenni ogni cultura, ogni religione utilizza proprie forme di introspezione e di contemplazione per coltivare la spiritualità.
Meditare assume spesso il significato di esercizio con cui ottenere il benessere psicologico e fisico dovuto al rilassamento.  Effettivamente è un’efficacissima alternativa all’assunzione di farmaci perchè educa, rende più disciplinati, responsabili e consapevoli.Meditare  può farci sentire benissimo e anche psicologicamente stabili, con un rischio nullo o bassissimo di effetti collaterali dannosi e di controindicazioni. (Fabbro, Crescentini 2016)
E’ un beneficio che può contagiare chi ci è vicino e può cosi migliorare le relazioni private e sociali.
E’ inevitabile che raggiungere livelli stabili di benessere psicologico, migliori e rinforzi anche la salute del corpo. Anche per questo sempre più persone vi si dedicano.Il primo ostacolo che sperimentiamo e che favorisce l’abbandono è aspettarsi il miracolo o attendersi che si ripeta uno stato di benessere sperimentato in una precedente seduta. Proviamo e riproviamo senza che accada nulla e veniamo assaliti da impazienza, insofferenza e iritazione.
Stiamo facendo così esperienza con una delle cause della sofferenza umana: l’attaccamento.
Se, a questo punto, non desistiamo sarà perchè siamo all’interno di un gruppo in un corso; o perchè abbiamo un insegnate che ci guida; o perchè siamo dei bravi autodidatti e cercheremo di studiare e capire bene.In ogni caso, come ha detto qualcuno degno di fiducia, imparare a meditare può essere il regalo più bello che possiamo farci.

La prima delle istruzioni che riceviamo fin da bambini è di essere presenti a ciò che accade e a ciò che stiamo facendo.  Questa si integra necessariamente con il logico e decisivo proposito di rallentare per mettere l’attenzione su ciò che sta accadendo e che sto facendo; ma perchè ciò possa avvenire e durare più di un istante, occorre applicarvi un adeguato sforzo.

Se osserviamo bambini piccoli li vediamo spontaneamente presenti concentrati, forse perchè ogni fenomeno per loro è nuovo e interessante. Trovare un modo per conservare questo loro caratteristico stare nel presente, potrebbe essere importante per la loro vita. Facilitarli alla concentrazione, alla consapevolezza del presente anzichè spingerli subito avanti attivandoli perchè si adattino precocemente allo stress, forse sarebbe meglio?

Io ho iniziato verso la fine degli anni 70 e grazie a molte “ripetizioni” mi riesce  quasi spontaneo portare l’attenzione al presente; mantenerla lì chiede ancora molto impegno e determinazione.

 

Mentre la mia attenzione è focalizzata

su ciò che sta accadendo e su ciò che sto facendo,

so che la mia attenzione è focalizzata

su ciò che sta accadendo e su ciò che sto facendo

 

Un aiuto per mettere in pratica

Tre fattori decisivi da coltivare

determinazione – pazienza – concentrazione

DETERMINAZIONE  E’ la giusta spinta  di volontà per mettere in pratica il proposito
PAZIENZA  E’ capire che non posso avere risultato se mollo alla prima distrazione
CONCENTRAZIONE  E’ riuscire a mantenere la nostra attenzione sull’oggetto del proposito

Il resto viene “facile”, sorge da sè, non lo devo cercare perchè la mia azione ha come effetto di togliere la polvere che ci separa da ciò che è già presente lì in quel momento

calma, serenità e chiarezza

Alla calma-serenità-chiarezza segue una naturale condizione di

BENESSERE

Inspirando so che sto inspirando
Espirando so che sto espirando

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