La religione aiuta ma non è indispensabile per stare bene

«Dobbiamo riconoscere due cose.

  1. La prima è che la religione non è l’unico modo per seguire una vita spirituale. Ci sono modi per vivere la vita piena e soddisfacente che tutti desideriamo senza essere credenti.
  2. La seconda è che per costruire un mondo ricco di armonia e di pace abbiamo bisogno di qualcosa di più della tolleranza e della comprensione tra le religioni. Abbiamo bisogno anche di tolleranza e reciproca comprensione fra credenti (di qualsiasi fede) e non credenti.

Sono convinto che la strada più promettente conduca a un sistema di etica laica radicata in una profonda rivalutazione della nostra comune umanità.» 

Dalai Lama

Dalai Lama – La felicità al di là della religione, Sperling & Kupfer, 2012.

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Mi pare interessante aggiungere il “Rapporto sulla libertà di pensiero nel mondo promosso dall’Humanists International” per il 2020, di cui riporto una piccola parte di sintesi che ho letto su MicroMega n.8/2020

“Atei e agnostici sono discriminati in 106 paesi del mondo: in almeno 10 l’apostasia è punibile con la morte; in 68 la blasfemia è un reato; in 35 la legislazione statale deriva in tutto o in parte da norme religiose; in 48 a dirimere questioni familiari o morali sono tribunali religiosi; in 26 è in vigore il divieto per i non religiosi di ricoprire alcune cariche; in 34 è prevista istruzione religiosa obbligatoria nelle scuole statali; in 15 è difficile o addirittura illegale gestire un’organizzazione apertamente umanista; in 12 politici o agenzie statali emarginano e/o molestano i non religiosi quando non incitano apertamente all’odio e/o alla violenza contro di essi.”

Rapporto in originale è al link: fot.humanists.international/download-the-report/
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