Categorie
Dalla scienza Nutrizione e salute

Il vino non fa buon sangue e non è più una buona medicina.

Camminando oggi per le colline e le campagne della Marca Trevigiana, troviamo un paesaggio molto diverso da poco tempo fa. Lunghissimi filari di viti su quasi la totalità del territorio agricolo: viti per la produzione di vino,  tantissimo vino …

Bere alcolici con regolarità quotidiana non fa per niente bene.


A sostenerlo è un’autorevole rivista scientifica, The Lancet, nella pubblicazione di  agosto 2018.

Un grande lavoro di ricerca ha estratto i risultati degli studi sull’argomento fatti in tutto il mondo.
E’ una conferma perchè la ricerca scientifica non era concorde nel definire una dose di alcol al di sotto della quale non ci fossero danni all’organismo.

Nell’articolo  dell’Lancet è scritto:

L’uso di alcol è un importante fattore di rischio per il carico di malattia globale e provoca una sostanziale perdita di salute. Abbiamo scoperto che il rischio di mortalità per tutte le cause e di cancro in particolare aumenta con l’aumentare dei livelli di consumo e la quantità di alcol che riduce al minimo la perdita di salute è pari a zero. Questi risultati suggeriscono che le politiche di controllo dell’alcol potrebbero dover essere riviste in tutto il mondo, rifocalizzandosi sugli sforzi per ridurre il consumo complessivo a livello di popolazione.

Purtroppo, fino a questa metanalisi, era opinione diffusissima, anche sostenuta da qualche studio, che ci fosse addirittura una dose giornaliera di alcol protettiva per la slute.

Ora sappiamo non essere così anche a voler magnificare l’antiossidante resveratrolo dei vini rossi che, in ogni caso,  sarebbe in quantità insufficienti per avere qualche efficacia significativa con le usuali assunzioni medie di vino. Parlando di alcol, includiamo ogni bevanda che lo contenga.

Il vino non fa più buon sangue e non è più una buona medicina per il corpo.
Per le persone intelligenti che abbiano fiducia nelle attuali conclusioni della comunità scientifica, potrebbe continuare ad essere un piacere, una “buona medicina dello spirito”, qualora venisse gestito con la prudenza necessaria come facciamo con molto altro di non necessario al nostro organismo. 

Cosa accadrà?

La maggior parte dei consumatori abituali non si farà alcun problema. In TV ho visto due donne con calicioni di rosso fare la pubblicità di un noto fornitore di energia elettrica e gas … 

Altri forse modificheranno il comportamento e si limiteranno alle occasioni di festa, sceglieranno vini biologici o si asterranno del tutto.

Se vi foste incuriositi, troverete approfondimento al seguente link
Uso e carico di alcolici per 195 paesi e territori, 1990-2016: un’analisi sistematica per lo studio Global Burden of Disease 2016


Fonte: The Lancet Published:August 23, 2018DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)31310-2
CONDIVIDI
Categorie
Dalla scienza Nutrizione e salute

L’alcol nel nostro organismo.

Il bevitore

E’ ulteriormente confermato che l’alcol non faccia bene e che un metabolita (acetaldeide) che viene prodotto dal nostro organismo dopo la sua ingestione, danneggi i cromosomi, muti le cellule staminali emopoietiche, aumenti il rischio di alcuni tumori maligni.

Lo dimostra una ricerca pubblicata su Nature il 3 gennaio ’18.
Gli autori  sostengono che questo metabolita non solo agirebbe danneggiando il DNA delle cellule staminali emopoietiche(*) come hanno dimostrato, ma il suo meccanismo d’azione potrebbe interessare tutte le staminali. Ciò farebbe aumentare il rischio “di cancro a: bocca, gola, laringe, esofago, seno, fegato e intestino.”

Stiamo parlando di alcol che sappiamo bene essere presente anche nel vino;  il vino é parte della nostra cultura e ci piace gustarlo senza abusarne consapevoli che non è un cibo e, per il nostro organismo, non è necessario come l’acqua. Per ottenerlo, sappiamo dei trattamenti  subiti dall’uva e di quelli che seguono la pigiatura.
Ma oltre agli effetti dell’alcol, potremmo forse avere qualche sorpresa dalle sinergie chimiche di queste altre sostanze?
Per prudenza io credo sarebbe opportuno fare scelte oculate sugli acquisti, magari preferendo le produzioni biologiche, e moderare il consumo che se è occasionale potrebbe essere molto meglio.

La legge europea che regola le produzioni biologiche del vino, stabilisce l’esclusione di sostanze e procedure utilizzate nelle produzioni convenzionali, che saranno sostituite con sostanze e metodi che rispettino il regolamento. Prevede anche una riduzione di quelle sostanze chimiche di cui non sia possibile fare a meno.


(*) Emopoietiche: cellule che producono il sangue
Fonti: Nature doi:10.1038/nature25154

 

CONDIVIDI
Categorie
Dalla scienza Esercizio fisico Nutrizione e salute

Sette cose da fare per prevenire un ictus (stroke.it)

Il seguente articolo l’ho letto su “stroke.it” e lo riporto com’è per l’importanza dell’argomento e perchè mi sembra molto chiaro.
Rinforzerei alcuni dei consigli in particolare:

  • l’esercizio fisico,
  • un’alimentazione salutare e… “frugale”,
  • smettere di fumare e limitare ad eccezionali occasioni gli alcolici.

Aggiungerei le pratiche quotidiane di Consapevolezza(Mindfulness) per rilassarsi. 


I consigli degli specialisti dell’Harvard Medical School 

Indipendentemente dalla età o dalla storia familiare, un ictus non deve essere considerato inevitabile. Ecco alcune modalità per proteggersi da subito.

L’età rende più suscettibili ad avere un ictus, così come avere una madre, un padre, o un altro parente stretto che ha sofferto in passato di un ictus. Non si possono fermare gli anni o cambiare la storia famigliare, ma ci sono molti altri fattori di rischio di ictus che si possono controllare, a condizione di conoscerli.

La conoscenza è potere. Se si sa che un particolare fattore di rischio sta compromettendo la salute, e predispone a un più alto rischio di ictus, è possibile adottare misure per ridurre gli effetti di tale rischio.

Ecco 7 modi per iniziare a ridurre il rischio, prima che un ictus possa colpire.

1. Abbassare la pressione sanguigna

L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio importante, che raddoppia o addirittura quadruplica il rischio di ictus, se non è controllata. Monitorare la pressione sanguigna e, se è elevata, trattarla, permette di mantenere una salute vascolare.

Obiettivo: Mantenere una pressione arteriosa di 120/80 è l’ideale, ma può essere più che appropriato un livello di 140/90 ( obiettivo meno aggressivo ).

Come raggiungerlo:

  • Ridurre il sale nella dieta a non più di 1.500 milligrammi al giorno ( circa mezzo cucchiaino )
  • Evitare cibi ad alto contenuto di colesterolo, come hamburger, formaggi
  • Mangiare 4 a 5 porzioni di frutta e verdura ogni giorno, una porzione di pesce 2 o 3 volte alla settimana, e diverse porzioni al giorno di cereali integrali e latticini a basso contenuto di grassi
  • Fare più esercizio fisico; almeno 30 minuti di attività al giorno, e di più, se possibile
  • Smettere di fumare, se si fuma

Se necessario, assumere farmaci per l’ipertensione.

2. Perdere peso

L’obesità, nonché le complicanze ad essa collegata ( tra cui ipertensione e diabete mellito ), aumenta le probabilità di avere un ictus. Se si è in sovrappeso, perdere non più di 5 kg può avere un impatto reale sul rischio di ictus.

Obiettivo: Mantenere un indice di massa corporea ( BMI ) di 25 o inferiore

Come raggiungerlo:

  • Cercare di assumere non più di 1.500-2.000 calorie al giorno ( secondo il livello di attività e dell’attuale indice BMI )
  • Aumentare la quantità di esercizio fisico quotidiano con attività come ad esempio camminare

3. Fare più esercizio fisico

L’esercizio fisico contribuisce a far perdere peso e a ridurre la pressione arteriosa, ma è anche un riduttore indipendente del rischio di ictus.

Obiettivo: Fare esercizio fisico a una intensità moderata per almeno 5 giorni alla settimana

Come raggiungerlo:

  • Quando si fa esercizio fisico, raggiungere il livello in cui si respira a fatica, ma si può ancora parlare
  • Fare le scale invece di prendere l’ascensore quando è possibile
  • Se non si hanno 30 minuti consecutivi per fare esercizio fisico, suddividerli in sessioni di 10-15 minuti un paio di volte ogni giorno

4. Bere con moderazione

L’alcol, in misura moderata, può ridurre la probabilità di avere un ictus. Bevendo circa un bicchiere al giorno, il rischio può essere inferiore, ma se si bevono più di due bicchieri al giorno, il rischio aumenta in modo considerevole.

Obiettivo: Bere alcol con moderazione

Come raggiungerlo:

  • Bere un solo bicchiere di vino al giorno
  • Scegliere vino rosso, perché contiene Resveratrolo, che protegge il cuore e il cervello

5. Trattare la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è una aritmia che facilita la formazione di coaguli a livello cardiaco. I coaguli possono poi essere veicolati al cervello, ostruendo uno o più vasi e sviluppo di ictus ischemico. La fibrillazione atriale aumenta la probabilità di sviluppare un ictus di 5 volte.

Obiettivo: Se si ha fibrillazione atriale, questa va curata

Come raggiungerlo:

  • Se si hanno sintomi quali palpitazioni o mancanza di respiro, si deve consultare un cardiologo per un esame
  • Potrebbe essere necessario assumere anticoagulanti per ridurre il rischio di ictus da fibrillazione atriale

6. Curare il diabete mellito

Alti livelli di glucosio nel sangue, nel corso del tempo, danneggiano i vasi sanguigni, rendendo più probabile la formazione di coaguli al loro interno.

Obiettivo: Mantenere la glicemia sotto controllo

Come raggiungerlo:

  • Monitorare la glicemia, come indicato dal diabetologo
  • Utilizzare dieta, esercizio fisico e farmaci per mantenere la glicemia nell’intervallo raccomandato

7. Smettere di fumare

Il fumo accelera la formazione di coaguli con diversi meccanismi. Addensa il sangue, e aumenta la quantità di placche che si accumulano nelle arterie. Assieme a una dieta sana e all’esercizio fisico regolare, smettere di fumare è un cambiamento importante nello stile di vita che può ridurre in modo significativo il rischio di ictus.

Obiettivo: Smettere di fumare

Come raggiungerlo:

  • Utilizzare aiuti, su indicazione del medico, per smettere di fumare, come mezzi farmacologici o counseling
  • Non arrendersi. La maggior parte dei fumatori ha bisogno di diversi tentativi per smettere. Considerare ogni tentativo come un passo in avanti per sconfiggere l’abitudine

Identificare un ictus

Troppe volte si ignorano i segni di un ictus. La raccomandazione, nel caso dovessero presentarsi sintomi insoliti, è di non aspettare, ma di cercare immediatamente un aiuto professionale.

I segni dell’ictus includono:

  • Un lato del viso si abbassa quando si sorride
  • Quando si alzano le braccia, un braccio cade verso il basso
  • Il parlare diventa difficoltoso
  • Debolezza di un lato del corpo
  • Intorpidimento del viso
  • Insolito e forte mal di testa
  • Perdita della visione
  • Intorpidimento e formicolio
  • Instabilità nel camminare”

Fonte: stroke.it   Harvard Medical School
CONDIVIDI
Categorie
Nutrizione e salute

Pare non esista il bere salutare con gli alcolici

Sul British Medical Journal è stato pubblicato a giugno 2017 uno studio che nelle conclusioni sostiene:
<< Il consumo di alcol, anche a livelli moderati, è associato a effetti cerebrali avversi, tra cui l’atrofia ippocampale. Questi risultati sostengono la recente riduzione nelle linee guida per l’alcol nel Regno Unito e interrogano sui limiti attualmente raccomandati negli Stati Uniti.>>
Secondo questo studio pare non esserci dose di alcol assunta con frequenza quotidiana, al di sotto della quale non si presenti nel tempo una conseguenza negativa per il nostro cervello.

Le linee guida per una sana alimentazione italiana sostengono che – l’alcol non è un nutriente, e quindi non è “utile” al nostro organismo – ma sono simili a quelle americane per le quantità che suggeriscono. I risultati dello studio “interrogherebbero” dunque anche sulle raccomandazioni italiane.

Solo acqua dunque? Pare di si. Quindi sarebbe fuorviante che un bicchiere di vino al giorno possa far bene? E il resveratrolo(antiossidante del vino rosso)? E altri studi che sostengono che i non bevitori sarebbero più a rischio di malattie cardiovascolari dei bevitori moderati?

Cosa dire…

L’alcol deriva dalla fermentazione dello zucchero che a sua volta viene ottenuto da alcune piante come le barbabietole o la canna da zucchero.
Nel caso del vino sappiamo che è lo zucchero dell’uva ad essere trasformato in alcol.
Mangiare l’uva o berne il succo non fermentato o bere il vino non è la stessa cosa. Meglio il vino dirà qualcuno! Non ci sono dubbi quando il contesto lo chieda e ci faccia piacere, ma la regola che suggerisce il saggio è di utilizzare alimenti il meno raffinati e trasformati possibile. A noi scegliere.

Altro capitolo è, ad esempio, la fermentazione che favoriamo per far lievitare il pane, o quella che induciamo per poter avere a disposizione più a lungo alimenti freschi che facilmente si deteriorerebbero. In questo caso, in passato ma anche oggi, si utilizza la fermentazione che produce acido lattico a partire dagli zuccheri presenti negli ortaggi. Il cavolo cappuccio diventa così il noto e molto salutare crauto. La fermentazione dell’amido(zucchero complesso) presente nel cavolo, conferisce qualità nutrizionali importanti oltre che organolettiche al prodotto finale. Numerose fonti credibili raccomandano di mangiare crauti per i loro benefici sulla nostra salute. Così come raccomandano il pane integrale lievitato, cioè fermentato, con pasta acida detta anche lievito madre.


Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28588063
CONDIVIDI