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Dalla scienza Nutrizione e salute

Cavoli e cipolle continuano a fare molto bene anche dopo i 70

Uno studio iniziato nel 1998, condotto per 15 anni su 1226 donne australiane di età uguale o superiore a 70 anni e, al momento del reclutamento, senza problemi metabolici o cardiovascolari dovuti ad aterosclerosi, sono state osservate per nelle loro abitudini alimentari.

Già dopo 5 anni, è stato visto che le donne che abitualmente mangiavano ortaggi della famiglia delle Brassicacee (o Crucifere) e della famiglia delle Liliacee, registravano un tasso di mortalità inferiore per eventi ischemici cardiaci, quanto più avessero mangiato ortaggi di entrambe le famiglie, mentre le ischemie cerebrali si riducevano nelle maggiori consumatrici di liliacee.

Lo studio evidenzia che “l’incremento di una porzione di questi ortaggi, è stato associato a un rischio inferiore del 20% di morte correlata alle malattie vascolari dovute ad aterosclerosi (ASVD)” e che il massimo della protezione è stato ottenuto con 3 porzioni giornaliere di almeno 75g delle due famiglie di ortaggi e precisamente:

  • 10g in più di brassicacee al giorno riduceva il rischio del 13%;
  • 5g in più al giorno di liliacee lo diminuiva del 18%.

I risultati sono significativi statisticamente e hanno tenuto conto delle variabili che avrebbero potuto confonderli come età, IMC, attività fisica, fumo, alcol, stato socioeconomiche e farmaci (antipertensivi, statine, cardioaspirina).
Le verdure gialle / arancioni / rosse ( P = 0.463), verdi a foglia verde ( P = 0.063) e leguminose ( P = 0.379) non erano statisticamente significative.


Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29066442
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Dalla scienza Nutrizione e salute

Broccoli

Sono molto studiate le crucifere o brassicacee cui appartengono una serie di ortaggi importanti come il cavolo cappuccio, il cavolfiore, cavolini di br., i broccoli, le rape, il ravanello, la rucola, la senape, che sono tra i più comuni utilizzati nella nostra alimentazione.
In questi prodotti sono state scoperte moltissime qualità nutrizionali importanti e anche curative.  Uno studio pubblicato il 14 giugno 2017, mette in evidenza i broccoli come probabili coadiuvanti nella cura del diabete T2.

By Fir0002 (Own work) GFDL 1.2], via Wikimedia Commons

In questi ortaggi è stata trovata una sostanza efficace per il controllo della glicemia misurata a digiuno nelle persone con diabete T2 .
Si chiama “sulforafano” e questa evidenza è riportata nello studio sotto indicato fatto con un campione di persone obese con diabete tipo 2.

Su animali diabetici pare riduca l’intolleranza al glucosio con efficacia simile alla metformina, un farmaco per curare il diabete T2.
Per lo studio è stato utilizzato un estratto dai gemme di broccoli (le infiorescenze) che contengono mediamente 10 volte più sulforafano del broccolo intero. Anche il prodotto fresco ne contiene 10 volte più del prodotto congelato.

Per fare un buon utilizzo dei broccoli a questo scopo occorre porre attenzione alla cottura che dev’essere a vapore e per non più di 5 minuti. Tale è il limite oltre il quale perdiamo l’efficacia del sulforafano, ma è altrettanto importante cuocerli per creare le condizioni ottimali per poterlo avere disponibile.


Fonte:
Sulforaphane reduces hepatic glucose production and improves glucose control in patients with type 2 diabetes
Science Translational Medicine  14 Jun 2017:
Vol. 9, Issue 394, eaah4477
http://stm.sciencemag.org/content/9/394/eaah4477
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