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Dalla scienza Nutrizione e salute

Ancora carne… proviamo almeno a ridurla!

Continuare a sostenere la necessità di allevare animali per produrre proteine per l’alimentazione umana è ormai quantomeno stupido.
Fatti concreti oltre a numerosissimi studi confermano essere la strada più insensata da percorrere ancora, perchè sta causando solo svantaggi economici, squilibrio ambientale, malattie e sofferenze non solo agli animali che vengono uccisi o sfruttati.
Se anche quella parte di scienziati che non vengono turbati dal sacrificio pasquale degli agnellini, sostiene che stiamo facendo gravi errori producendo queste enormi quantità di carni, va ascoltata.
L’articolo di cui al link (https://www.theguardian.com/news/2019/mar/25/animal-waste-excrement-four-billion-tonnes-dung-poo-faecebook) fa il punto drammatico della situazione solo valutando quanta cacca è generata dalle fattorie del mondo.

«Recenti ricerche hanno stimato che entro il 2030 il pianeta genererà almeno 5 miliardi di tonnellate di cacca ogni anno, la maggior parte di animali allevati. L’ 80% delle aziende agricole dei Paesi Bassi producono già più sterco di vacca di quello che possono utilizzare legalmente come fertilizzante per non parlare della Cina.
Nel Regno Unito, nonostante le vaste normative dell’Agenzia per l’ambiente, nel 2010 e nel 2016 gli allevamenti di latte, pollame e suini sono stati responsabili di 424 episodi di grave inquinamento legati allo smaltimento dei rifiuti

I concimi animali attualmente contribuiscono dal 40 al 65% delle emissioni globali di ammoniaca antropogenica (NH 3 ) e dal 40% al 60% dell’azoto antropogenico, di ossido (NO2) e il 30-40% di emissioni di metano (CH4 ) (Steinfeld et al., 2006, 2011 http://www.ini2016.com/pdf-papers/INI2016_Oenema_.Oene.pdf).

«Molti degli animali da allevamento sono serbatoi di infezioni zoonotiche, [afferma Brown] “Sappiamo, ad esempio, che i polli possono trasmettere la salmonella o l’epatite A e che le mucche sono una fonte di esposizione al cryptosporidium. Queste infezioni possono avere esiti a lungo termine come malnutrizione, anemia e persino problemi cognitivi ».

Non ho parole…

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Dalla scienza Nutrizione e salute

Negli anziani le proteine della carne vengono meglio assimilate se ben cotte

Un piccolo studio pubblicato il 3 settembre 2017 da   , verifica quale sia l’utilizzo delle proteine della carne in anziani che in questo studio sono un piccolo campione di 10 persone (70-82 anni).

“Mentre le condizioni di cottura della carne hanno un piccolo effetto sulla utilizzazione delle proteine ​​postprandiali nei giovani adulti, il presente lavoro ha mostrato che la biodisponibilità e l’assimilazione degli amminoacidi di carne negli anziani è inferiore quando la carne è poco cotta.
Al fine di prevenire la sarcopenia, i soggetti anziani devono essere informati affinchè consumino carni ben cotte.”

Viene fatto riferimento a quale sia l’intervallo migliore di temperatura per la cottura della carne, che pare sia quello corrispondente alla massima denaturazione delle proteine cioè 70-75°C


Fonte: http://ajcn.nutrition.org/content/early/2017/09/13/ajcn.117.158113.abstract
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Nutrizione e salute

Pratica di consapevolezza sugli animali che mangiamo  

  1. Allevare polli, maiali e molti altri animali, per mangiarli non sarebbe necessario
  2.  E’ scientificamente provato che la carne non sia indispensabile per garantire i nutrienti essenziali all’organismo umano
  1.  Abbiamo disponibilità di numerose alternative alla carne anche nutrizionalmente migliori. 

Sono decine di miliardi gli animali uccisi ogni anno nel mondo per diventare cibo.  Produrre proteine in questo modo pare sia insostenibile sia per l’ecosistema sia economicamente; servono enormi risorse in termini di foraggi, cereali, legumi e acqua il cui impiego per ottenere proteine vegetali sarebbe molto più vantaggioso .
Pare sia insostenibile anche per l’inquinamento ambientale che causano gli allevamenti intensivi e che potrebbe essere costosissimo da risanare qualora fosse possibile farlo.

Potremmo cominciare a mangiare carne con meno frequenza guadagnandone in salute come dice la scienza o, come dicono alcuni animalisti moderni di “One Step For Animals” “smetti di mangiare pollo, non importa cosa mangi al suo posto”.

Volendo comprendere gli animalisti.
Molti di noi umani provano grande piacere nel cibarsi di carne. Sappiamo bene come anche il piacere dipenda da abitudini e generalmente provare piacere o avversione per qualcosa dipende solo da un pensiero, da cosa pensiamo di quella cosa.
In presenza di abbondanti alternative alla carne, io credo che coloro che la mangiano spensieratamente rinuncerebbero a farlo se fossero consapevoli che quel piacere dipende dalla sofferenza di esseri viventi dotati di un complesso sistema nervoso, capace di far provare dolore e magari anche altro.

Un libro curioso e interessante
Ho scoperto un libro. “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” scritto da Safran Foer. Racconta degli allevamenti industriali intensivi e pone temi etici che non possiamo trascurare. Secondo me è scritto bene e nella drammaticità del tema riesce ad avere la giusta misura per non essere pesante. Alcune pagine si possono leggere  qui e di seguito riporto poche righe con titolo apparentemente provocatorio.

“In difesa della cinofagia
Nonostante negli Stati Uniti sia perfettamente legale in quarantaquattro stati su cinquanta, mangiare «il migliore amico dell’uomo» è un tabù come lo è mangiare il proprio migliore amico umano. Neppure il carnivoro più entusiasta mangia i cani. Il cuoco da teleschermo Gordon Ramsay può dare grandi prove di machismo verso gli animali quando pubblicizza qualche prodotto che vuole vendere, ma non vedrete mai un cagnolino fare capolino da una delle sue pentole. E per quanto una volta abbia detto che fulminerebbe i suoi figli se diventassero vegetariani, mi chiedo come reagirebbe se buttassero nell’acqua bollente il bastardino di casa. I cani sono meravigliosi e, per molti versi, unici. Ma sono straordinariamente ordinari nelle loro capacità intellettuali ed esperienziali. I maiali sono altrettanto intelligenti e sensibili in tutto e per tutto, secondo ogni ragionevole definizione dei termini. Non possono saltare nel bagagliaio di una Volvo, ma sono capaci di riportare oggetti, correre e giocare, fare i dispetti e ricambiare affetto. Allora perché non ottengono di accoccolarsi accanto al fuoco? Perché non possono, perlomeno, evitare di essere arrostiti sul fuoco?Il nostro tabù sulla cinofagia dice qualcosa sui cani e molto su di noi.”

 

Il Washington Post

Perché servono carne a una conferenza sul cambiamento climatico?
 15 giugno 2012 
Nel mondo sviluppato, mangiare carne è un segno benessere. È una dieta cui aspirano i paesi in via di sviluppo. Così come aumenta il numero di persone nei paesi come la Cina e l’India, così aumenta la domanda di carne.Per far fronte a tale domanda, la FAO prevede che il numero di animali allevati per la carne ogni anno raddoppierà da 60 miliardi di oggi a 120 miliardi entro il 2050. A parte le implicazioni per il riscaldamento globale, questo aumento porterà maggiore richiesta di cereali per alimentare agli animali. Scholar Vaclav Smil, autore di “Nutrire il Mondo”, ha calcolato che sarà impossibile per tutti gli abitanti del pianeta mangiare come le persone dei paesi ricchi. Ci vorrebbe  il 67 per cento in più di terreni agricoli rispetto a quelli che possiede la Terra.

 


17 ottobre 2016
L’agricoltura ha un grande ruolo da svolgere nella riduzione delle emissioni di gas serra 
<<L’agricoltura nel suo complesso, includendo nel termine la silvicoltura, la pesca e la zootecnia, genera a livello mondiale circa un quinto delle emissioni di gas serra e secondo il rapporto [FAO del 2016 “lo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura “(SOFA 2016) ndr], deve contribuire maggiormente sia a combattere il cambiamento climatico, sia a contrastarne l’impatto.
“Non c’è dubbio sul fatto che il cambiamento climatico influisca sulla sicurezza alimentare”, ha detto il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, alla presentazione del rapporto. “Il cambiamento climatico ci riporta alle insicurezze di quando eravamo cacciatori e raccoglitori. Non possiamo più essere sicuri di raccogliere quello che abbiamo seminato.”>>
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Dalla scienza Eventi Nutrizione e salute

Dopo 7 mesi di 2017, oggi abbiamo esaurito ciò che il Pianeta può generare in un anno

Oggi è il 2 agosto 2017  l’Overshoot Day e credo sia importante ricordarlo. E’ “il giorno in cui l’umanità ha esaurito tutte le risorse che il Pianeta aveva “messo a budget” per l’anno intero. In pratica attraverso la pesca sconsiderata, la deforestazione, l’utilizzo d’acqua, l’estrazione di combustibili fossili, le attività agricole, il consumo di territorio per l’allevamento, le attività minerarie e via dicendo, abbiamo finito le risorse che la Terra è capace di rigenerare in un anno – e mancano ancora 5 mesi alla fine di quello in corso.”

“Dimezzando lo spreco alimentare, riducendo il consumo di proteine animali e tagliando l’eccesso di calorie nell’alimentazione, fenomeno tipico dei Paesi industrializzati, potremmo abbassare la nostra impronta ecologica del 22%, e posticipare l’Overshoot Day di 42 giorni.”

Dico io:
si può ancora rimediare, se lo vogliamo.

Cominciamo ad esempio dal cibo e scegliamo un’alimentazione vegetariana che ci farebbe due volte bene:

  1. ne guadagnerebbe la nostra salute;
  2. farebbe bene all’ecosistema dal quale dipende la nostra vita.

Nessuno può più ignorare che oggi uccidere animali per mangiarli non è necessario perché la carne non è necessaria per l’alimentazione umana.  Allevare decine di miliardi di animali per mangiarli, pare non sia neanche conveniente per la produzione di proteine visto che servono enormi risorse che sarebbero molto più vantaggiose se impiegate per ricavare proteine vegetali.


Fonte: http://www.focus.it/ambiente/ecologia/overshoot-day-esaurito-il-budget-annuale-della-terra
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Dalla scienza Nutrizione e salute

Chi mangia carne

Un invito a fare attenzione è giunto in questi giorni dall’EFSA Home   ed è rivolto a coloro che mangiano carne visto che negli ultimi 10 anni sono decuplicati i casi segnalati di infezione da virus dell’epatite E (HEV).

Questo tipo di infezione che si credeva dipendere soprattutto  dall’assunzione di acqua contaminata nei paesi extra europei, pare invece che in Europa dipenda dal consumo di carni di maiale e cinghiale poco cotte.

Vale sempre la raccomandazione:  se proprio vogliamo mangiare carne e pesce, assicuriamoci almeno che siano di buona qualità, magari con certificazione di prodotto biologico  logo1_pos_09  e cotta bene.


Fonte: https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170711
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