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Nutrizione e salute

Assunzione di frutta secca(mandorle, noci,…) in gravidanza e sviluppo neuropsicologico infantile fino a 8 anni

Ricercatori spagnoli hanno verificato che vi sia un’alta probabilità che l’assunzione di frutta secca oleaginosa come mandorle, noci, nocciole,… possa favorire una buona salute non solo per chi le assuma ma, nel caso di gravidanza, anche per il bambino/a.

Quali sarebbero questi ulteriori benefici osservati? Una significativa positiva influenza sulle qualità cognitive.

Scrivo ulteriori benefici perchè vi ho già raccontato quali siano gli effetti della regolare presenza di semi nell’alimentazione in particolare di mandorle e noci. Siamo in presenza di una categoria di alimenti dalle caratteristiche nutrizionali superlative e tutti gli studi che conosco ne suggeriscono l’utilizzo quotidiano.

Questo studio spagnolo arricchisce le conoscenze avendo esaminato dalla nascita per otto anni, i bambini nati da 2208 madri che avevano assunto quantità diverse di semi oleaginosi durante la gravidanza.

Questi bambini sono stati valutati con test per misurare le qualità neuropsicologiche e cognitive e i risultati confermano una correlazione positiva col maggior consumo di frutta secca della madre in particolare dall’inizio della gravidanza.

Se l’assunzione si limita all’ultimo trimeste la significatività si abbassa.


Fonte: Gignac, F., Romaguera, D., Fernández-Barrés, S. et al. Eur J Epidemiol (2019) 34: 661. https://doi.org/10.1007/s10654-019-00521-6
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Dalla scienza Nutrizione e salute

Parto pretermine. Evidenze sull’utilizzo di cannabis in gravidanza.

Immagine da parmakids.it

Una ricerca canadese pubblicata su Jama il 18.6.2019, uno studio di coorte retrospettivo di 661 617 donne, valuta le associazioni tra l’uso di cannabis della madre durante la gravidanza e gli esiti avversi ostetrici e di nascita.

[…] gli investigatori hanno confrontato 5639 utilizzatori di cannabis auto-segnalati con 92 873 non utilizzatori e hanno trovato elevati tassi di parto pretermine (definito come età gestazionale <37 settimane) tra coloro che hanno segnalato l’uso di cannabis. Vedi articolo.

Alla domanda se esista un’associazione tra esposizione prenatale della cannabis e esiti materni, perinatali e neonatali, la risposta dello studio è che il tasso di parto prematuro tra gli utilizzatori di cannabis dichiarati era del 12% vs 6% nei non utilizzatori, una differenza statisticamente significativa.

In conclusione: future mamme, ad oggi è noto che l’uso di cannabis in gravidanza sia associato ad aumenti significativi del tasso di parto pretermine.

Naturalmente ognuno può fare riferimento alle fonti che ritiene più affidabili e sul web troviamo anche sostenitori dell’utilizzo di cannabis medica per contenere il problema delle nausee e quindi favorire l’alimentazione.

Il presente studio è, però,  il più recente e credo sia prudente, nel dubbio, adottare il “principio di precauzione”.


Fonte: JAMA. Pubblicato online il 18 giugno 2019. doi: 10.1001 / jama.2019.8734
 
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